
Diretto discendente di una dinastia di mercanti di spezie veneziani,i suoi avi sbarcarono in oriente dopo i viaggi di Marco Polo. Spesso si è cercato di risalire alla oscura provenienza di questo personaggio che non ha eguali in tutti i territori di maoland. Nel suo Dna si è stampato ancora quello che fu per i suoi predecessori unica religione e scopo di vita: il commercio.
Fin da bambino si capì subito che il suo naturale talento era incline a questo tipo di attività. Si narra infatti che qualche mese dopo la sua nascita lo si sia visto fuggire a bordo della sua carrozzina stracarica di sacchi neri contenenti una partita di biberon trafugati nel vicino asilo nido per poi essere rivenduti ai commercianti dei territori più lontani che lui, instancabile viaggiatore voleva raggiungere con la sola scorta di un pacco di crackers. Secondo le sue convinzioni, gli sarebbero bastati per tutto il viaggio.
Con il passare degli anni, questo irrefrenabile desiderio si è fatto sempre più intenso, fino a divenire dottrina di vita. Nulla lo può distogliere dai suoi pensieri, a volte confusi, che lo porta a raggiungere desolati destinatari dei suoi prodotti che propone con grande orgoglio e stimata professionalità. Esiste però anche per lui un piccolo tallone di achille, un punto debole che se opportunamente stuzzicato, può provocare reazioni e conseguenze inimmaginabili. Si narra infatti a maoland, che durante uno dei suoi estenuanti raid percorsi a ritmi massacranti con i suoi sacchi neri stracolmi di ogni bene, sia incrociato in alcuni territori lontani giorni e giorni da maoland in cui erano in corso tumulti sociopolitici di portata storica. Sembra che in un villaggio montano di nome woodbridge sia stato folgorato dallo sguardo di uno dei capi storici di questi tumulti, un tale che si faceva chiamare Humbert el senatur che in breve lo ha plagiato fisicamente e celebralmente facendolo diventare suo fedele discepolo e guerriero.
Ma si sa, homo sine pecunia est imago mortis (per chi non mastica il latino: L’uomo senza denari è l’immagine della morte) ed il desiderio irrefrenabile di tornare al suo sano mercanteggiare ha ben presto preso il sopravvento, e il suo padre spirituale Humbert è passato in secondo piano, anche se resta una delle ragioni primarie del suo vivere e del suo essere. Nel corso di questi ultimi anni, il continuo spirito mercenario ed avventuriero hanno logorato inequivocabilmente la sua persona, e lo scorso inverno, durante una delle innumerevoli spedizioni invernali, guardandosi allo specchietto retrovisore che faceva capolino tra un sacco nero e l’altro, ha deciso di dare una ulteriore svolta storica alla sua vita, una sorta di perestroika fisica, un rinnovamento totale esteriore e sprituale.
Operazione riuscita in pieno, tant’è che lo si vede sfrecciare nei territori di maoland sorridente, fiero ed orgoglioso del suo inestimabile sorriso a trentadue denti, che sfodera senza indugio ad ogni abitante che incontra. Come è ormai noto a tutte le genti, i rapporti con il timoniere si sono irrimediabilmente incrinati quand’egli ha capito che il suo potere e conseguentemente i suoi guadagni erano diventati tali da mettere in crisi l’intero assetto dell’impero. Per questi motivi è stato celermente esiliato senza alcun preavviso ed allontanato “ad perpetuam” dai territori di maoland.
Egli però, dimostrando la sua singolare tenacia, uniti ad uno spirito battagliero e al profumo inconfondibile del vile denaro, non si è perso d’animo e con un manipolo di seguaci recuperati da vari regioni dei territori, ha fondato un regno tutto suo con il singolare slogan: “Marco Polo veste il cammelliere” spiazzando a sorpresa il timoniere che ancor oggi guarda con estrema rabbia e rassegnazione questa imprevedibile sortita.
Il Marco Polo moderno è davvero un maestro di vita.
