Scajola: «Centrali nucleari dal 2020»

29 05 2008

Ma come? Non dovevano essere al massimo cinque anni dalla posa della prima pietra?

Capisco i “tempi” della politica italiana, ma dal 2012 al 2020 non mi sembra proprio un “ritardo” accettabile… invece questo è l’articolo sul Corriere di oggi:

Il ministro dello Sviluppo economico: «Se noi partiamo adesso significa poter essere pronti nel 2018-’20» .

ROMA – Il governo precisa. E il «sogno nucleare» si allontana. Per Claudio Scajola, ministro dello Sviluppo economico, che parla ai microfoni di Sky Tg24 «se noi partiamo adesso» con il nucleare, come detto dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi all’insediamento, e da Scajola stesso a Confindustria, ciò «significa poter essere pronti, con il tempo di costruzione, la scelta della tecnologia, l’ubicazione dei siti e tutto ciò che serve per costruire un percorso virtuoso e non di divisioni nella nostra popolazione, nel 2018-2020».  Saremmo pronti, aggiunge Scajola, «nel momento importante come scadenza a livello mondiale e europeo ad avere un’energia nucleare che possa coprire 1/4 della nostra esigenza». Se coprissimo «il 25% col nucleare, il 25% con le rinnovabili e il 50% con le fonti fossili tradizionali, gas e carbone pulito- precisa Scajola- avremmo un mix energetico che è equlibrato e ci permette di affrontare il futuro con sicurezza e a minori costi».

DIPENDENZA ENERGETICA – Oggi, ha continuato Scajola che ha dichiarato di aver votato a favore del referendum che obbligò il governo a chiudere le centrali nucleari esistenti nel nostro Paese «all’Italia serve un mix energetico che garantisca maggiore indipendenza» e quindi è necessario anche il ritorno al nucleare. Il problema dell’energia «è uno dei più grandi di questo Paese», ha proseguito, perchè «l’energia serve non solo per illuminare e riscaldare ma anche per le aziende e il commercio». Quindi «se le decisioni hanno una logica e una prospettiva non bisogna avere paura di spiegarlo ai cittadini e, se si fanno i conti, la gente capisce» anche la scelta del governo di rivedere la scelta referendaria.

CENTRALI DI III GENERAZIONE – Le centrali nucleari che il governo vuole costruire in Italia saranno «d’avanguardia». Scajola parla ribattendo alle critiche secondo le quali il governo vuole investire su una tecnologia già vecchia, quella di III generazione, sostenendo che invece si dovrebbe puntare sulla IV generazione. Le centrali di IV generazione «non esistono e sono solo studi – avverte Scajola – può darsi che nel 2100 potranno esserci». Invece, di quelle di «III generazione avanzata – spiega il ministro- se ne sta realizzando una in Finlandia», e l’Enel partecipa ad un’altra in Francia: «è avanguardia, non sono vecchie», sottolinea. Con l’attuale situazione energetica «non possiamo dire nel 2100 ne parliamo», conclude Scajola, «chi parla di IV generazione vuol nascondere la testa sotto la sabbia e non parlare del futuro».

BOLLETTE PIU’ LEGGERE PER CHI VIVRA’ VICINO ALLE CENTRALI – Ma come farà il governo a far accettare alle popolazioni dei siti prescelti la vicinanza con le centrali nucleari? Proponendo bollette più leggere per i cittadini dei comuni che ospiteranno impianti nucleari dice ancora Scajola. Il ministro spiega: «Ci saranno grandi benefici per i cittadini che avranno il disturbo psicologico di ospitare un impianto nucleare: dovranno pagare molto meno e avere bollette più leggere».


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Una risposta

29 05 2008
accurimbono

..eh eh… certo, tanto a pagare siamo noi contribuenti! :D

“disturbo psicologico” :D che paraculo questo ministro… certo che finchè avremo questa gente che spende i nostri soldi senza criterio l’Italia non potrà che andare male.

Efficienza, competenza e concorrenza, questi sono i criteri con cui si selezionano le classi dirigenti di uno stato, nel Parlamento mancano completamente, il numero dei laureati tanto per dirne una era del 91% nel 1946 ed oggi nel 2008 al 60% circa… cosa vogliamo pretendere da questa gente?

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